La Scherma a cura della dottoressa DIANA BIANCHEDI
Introduzione
La scherma é uno sport formativo della personalità di chi lo pratica, che riproduce le vicissitudini della vita con i suoi alti e bassi.
Essendo uno sport individuale è implicito che lo schermidore debba trovare in se stesso la forza per superare gli ostacoli e aver coscienza che i pietismi non producono risultati.
Esso insegna a dare il giusto valore alle cose, educando a non abbattersi nella sconfitta, reagendo per ribaltare la situazione al fine di tornare alla vittoria, e a non esaltare oltre i giusti limiti il successo per la consapevolezza che, se mal gestito, é facile tornare al punto di partenza.
La gara é una imitazione del duello e di conseguenza la psicologia dello schermidore é simile a quella di chi si giocava il tutto per tutto nel momento della verità. Un Commissario Tecnico della Nazionale calcolava nel 70% dell’impegno totale l’aspetto psicologico, mentre alla preparazione atletica e alla tecnica dava il rimanente 30% !
Le conseguenze formative di questo sport portano a fare dello schermidore un atleta agile, forte e dai riflessi pronti, ricco di intuito, coraggio, capacità decisionale e dalla forte personalità.
Maschietti e bambine possono iniziare la loro attività a 7 anni e prolungare tale attività fino a tarda età (per esempio, abbiamo avuto un Socio che ha continuato a tirare fino ad 87 anni !).
Il Fioretto richiede doti caratteriali di estrosità ed inventiva, abbinate ad una conformazione normolinea.
La Spada richiede doti riflessive, di metodicità applicata allo studio dell’avversario, abbinate ad una conformazione longilinea.
La Sciabola è indicata per gli estrosi, potenti muscolarmente e con innate doti di aggressività e con elevati poteri decisionali.
La Scherma
La scherma è, per definizione,
l'arte di offendere e di difendersi mediante l'uso di armi bianche.
Sono tre i tipi di armi che si possono usare: il fioretto, la spada e la sciabola.
Queste si differenziano, oltre che per la forma, anche per il
bersaglio da colpire e per il modo di farlo.
Nel fioretto il bersaglio valido è il tronco e il colpo deve essere portato con la punta dell'arma, così da fare accendere una luce di segnalazione. Essendo però un'arma convenzionale occorre seguire alcune regole affinché l'arbitro assegni la stoccata.
Anche la sciabola è un'arma convenzionale, cioè ad alcune regole e soggetta al giudizio dell'arbitro, ma con essa si può colpire sia di punta che di taglio e controtaglio, e il bersaglio valido è il tronco, comprese braccia e testa.
Nella spada invece vige la regola che chi tocca per primo vince, come negli antichi duelli, e tutta la superficie corporea e' valida, compresi i piedi, le mani, la testa.
Un po' di storia ...
I movimenti istintivi che l'uomo, impugnando un'arma, cominciò a rivolgere contro l'avversario per colpire e per non esserne colpito, eseguiti istintivamente, poco o niente avevano in comune con la scherma, intesa e definita quale arte e scienza di aggredire e di difendersi. Certo agli antichi Greci, nella loro devozione al connubio dello sviluppo di corpo e intelligenza, non sfuggì la necessità dell'addestrarsi alle armi, come indispensabile preparazione ad un conflitto armato sul campo di battaglia vero. Per questo esistevano palestre dedicate alla pratica e all'allenamento nel maneggiare le armi.
Tracce dell'arte della scherma come disciplina autonoma, anche
se ancora rudimentale, si trovano in Italia a partire dal XII
secolo.
Spetta all'Italia e non alla Spagna (le discussioni in proposito
sono esaurite) il vanto di aver fatto assurgere la scherma a
sistema, per opera del maestro friulano Fiore dei Liberi da
Premariacco, il quale scrisse un "Codice di schermo" nel 1410:
cominciava a delinearsi un cambiamento nella natura del combattimento
rispetto a quello rude e brutale del basso medioevo, allorquando
il braccio più forte e la spada meglio temprata avevano il sopravvento.
La civiltà del Rinascimento portò gentilezza nelle esercitazioni delle armi, introducendovi decoro e grazia, dando risalto alla finezza della gestualità e all'eleganza dei movimenti. E così, ad alta rinomanza, salirono nel cinquecento i maestri armigeri italiani, chiamati ad insegnare la loro nobile arte agli aristocratici delle varie corti di tutta Europa.
Il '600 e' da considerarsi il secolo d'oro per quest'arte, che vide la nascita di fiorenti scuole anche in Inghilterra, in Francia ed in Germania.
Nel '700 si ebbe il declino dell'arte schermistica, per il perfezionamento delle armi da fuoco che portarono in secondo piano l'uso delle armi bianche.
Nei secoli a seguire le varie scuole si perfezionarono, ci furono persino duelli fra maestri di scherma, italiani e francesi (Moro e Robbiati, Pessina e Merignac), provocati da aspre discussioni sulla priorità di sistemi.
Ora, dall'avvento delle Olimpiadi moderne, nelle quali la scherma è sempre stata presente, lo schermitore è più atleta che artista, ma nel suo animo l'orgoglio di appartenere ad uno sport tanto antico gli permette di eseguire, talvolta, azioni a regola d'arte.....
Fisiologia
Questo sport ha subito molte evoluzioni
con il passare degli anni, e, se prima aveva un'importanza fondamentale
la componente aerobica, ora, con la formula di gara ad eliminazione
diretta, la componente anaerobica è divenuta preponderante.
La scherma è certamente uno sport asimmetrico, per questo è necessario compensare il lavoro svolto dall'arto dominante con
una ginnastica specifica per l'arto controlaterale.
I muscoli più sollecitati durante l'assalto sono il quadricipite
della gamba che, nella posizione di guardia, e' posta davanti,
ma tutti i muscoli degli arti inferiori sono largamente coinvolti
nei rapidissimi cambiamenti di direzione che lo schermitore
effettua muovendosi lungo la pedana.
La muscolatura addominale e quella dorsale sono utilizzate per
ritrovare continuamente l'equilibrio sia nei tentativi di evitare
la stoccata che in quelli per portarla a segno.
Il braccio, ma soprattutto l'avambraccio uniscono la forza alla
destrezza per poter effettuare i fini movimenti di finte, controfinte,
attacchi e parate che lo schermitore utilizza per colpire l'avversario.
Le doti fisiche che si acquisiscono con questo sport, quali
forza, resistenza alla velocità e coordinazione, si uniscono
alla capacità di discriminare le varie situazioni in tempi brevissimi,
per poter prendere rapidamente una decisione valutando rischi
e benefici di un determinato movimento.
Lo schermitore deve essere, ai giorni nostri, un vero atleta,
ma in ogni assalto deve competere contro un avversario che,
come lui, cercherà di sorprenderlo, di effettuare mosse contrarie
alle sue, in una partita a scacchi giocata ad altissima velocità.
Allenamento
L'allenamento dello schermitore consta di due fasi:
| l'allenamento tecnico | |
| l'allenamento atletico |
Per la preparazione tecnica ci si avvale delle lezioni
con il maestro (è uno dei pochissimi sport dove anche pluricampioni olimpici prendono ogni giorno lezione col maestro); con il maestro vengono eseguite le azioni e le loro contrarie, cercando sempre nuove soluzioni, e ripetendole a tal punto che diventino automatiche a fronte dello stimolo, rappresentato dall'azione dell'avversario. Successivamente, ci si confronta con altri schermitori per assalti quotidiani in modo da mettere in pratica gli esercizi svolti col maestro, simulando un vero e proprio incontro.
L'allenamento atletico deve dividersi in:
|
sviluppo della forza,
ottenuto mediante l'uso di macchine ergometriche (come
legpress e leg extension) finalizzato all'aumento delle
masse muscolari degli arti inferiori. Sono molto importanti
esercizi di pliometria (che comportano la condizione
di contrazione-allungamento) per sviluppare, da parte
del muscolo, la capacità di usufruire dell'energia elastica.
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| sviluppo della velocità, su brevi distanze | |
| sviluppo della resistenza alla velocità. |
Alimentazione
Anche schermitori di alto livello
presentano una percentuale di grasso corporeo che non è di molto
inferiore a quello di soggetti sedentari di pari età. Il consumo
calorico è piuttosto elevato
ma, non essendo uno sport di resistenza,
la percentuale di grasso non viene particolarmente intaccata.
L'alimentazione prima della gara deve essere ricca di carboidrati,
mentre nelle fasi di intensa preparazione occorre arricchirla
di proteine sia animali che vegetali.
Poiché le gare si effettuano nell'arco di due giorni e gli schermitori
indossano divise abbastanza pesanti, occorre reidratare con
integratori idrosalini le perdite di acqua legate alla sudorazione.
Durante le pause dei combattimenti, è meglio assumere zuccheri
a lento assorbimento intestinale, questo stabilizza la glicemia
e in particolare evita il rischio che un rapido assorbimento
di zuccheri in condizioni di stress causi una brusca ipoglicemia
reattiva.
Durante la fase di recupero, la dieta deve essere varia e completa
di oligoelementi.




























