Quando dico che ho scattato molte brutte foto di scherma, intendo dire una montagna alta così. Migliaia senza dubbio, e non sono il solo.
Per arrivare al punto in cui divenni capace di scattare consistentemente buone foto di scherma ce n’è voluta di pratica sia come tiratore che come fotografo. Come nella scherma, per diventare un bravo fotografo ci vuole dedizione, pratica ed allenamento, e l’esperienza dal vivo. E come un tiratore deve adattarsi ai vari avversari sulla pedana, per scattare foto di scherma bisogna sapersi adattare ad una combinazione infinita di stili, armi, località ed azioni.
La foto sportiva è un gioco di percentuali e cerco ogni volta di ottenere una percentuale di belle foto un po’ più alta di quante ne ho scattate nell’ultima gara. Durante una giornata tipica in un campionato mondiale scatto tra 1500 e 1800 foto; di queste di solito circa 100 sono usabili; 25 sono professionalmente accettabili e forse tre sono delle grandi foto. Forse due o tre foto in nove giorni di garae in un campionato mondiale sono foto fantastiche.
Scattare una foto d’azione è diverso da fare foto per un ritratto e l’emozione di un’immagine sportiva è diversa da una foto comune. Tanta gente, specialmente oggi con tutti gli automatismi inclusi negli apparecchi digitali semplicemente puntano e scattano qualunque cosa pensano possa venir fuori bene—e sono poi sorpresi quando scoprono che i risultati non sono all’altezza di quello che pensavano d’aver visto attraverso il mirino della macchina.
Forse avrete tentato di scattare delle foto di scherma ed avrete scoperto che non è poi così facile. Io ho scattato piu` di mezzo milione di foto di scherma solo negli scorsi tre anni ed ancora continuo ad imparare nuove cose, e continuo a fare errori che mi fanno impazzire ad ogni gara. Come fotografo della FIE, spesso la gente ed anche fotografi professionisti mi chiedono come si fa a prendere foto di scherma. E non si tratta solo degli apparecchi da usare che sicuramente fanno parte dell’equazione, ma che non rappresentano tutto il problema. E` importante invece considerare questi sette punti chiave per produrre le migliori immagini di scherma possibili con la macchina fotografica a disposizione:
1. La Posizione Conta. Dove si è piazzati in rapporto ai tiratori è importante. E` difficile scattare a 90° rispetto al punto di mezzo della pedana dato che si può avere il giudice di gara direttamente davanti in linea di visuale. E` importante piazzarsi il più vicino possibile all’azione. E` utile pure cercare prospettive interessanti come sopra una sedia o al livello del suolo, per esempio.
Bisogna cercare di avere un angolo tra 30° e 45° rispetto al mezzo della pedana che offre la migliore prospettiva e profondità di campo per vedere entrambi i tiratori. Se uno è posizionato direttamente dietro ai tiratori non saranno più a fuoco quando si muovono. Ad un angolo tra 30°-45° si ha un campo di fuoco maggiore ed una migliore chance di catturare l’azione. Metter a fuoco la coccia dell’arma del tiratore avversario è un bel trucco per seguire e cogliere le migliori immagini.
2. Non Riesco a Vedere! L’illuminazione nelle sale di scherma e` un vero disastro per i fotografi. Non solamente e` tenue e non uniforme, ma luci al sodio/mercurio creano grandi problemi al “white balance” dell’apparecchio fotografico. Senza illuminazione sufficiente, l’apparecchio fotografico deve riprendere a velocita` “lenta” per ottenere una buona esposizione che però non produrrà una foto “istantanea” che coglie e congela l’azione.
Prima di scattare, faccio sempre dei tests per la luminosità. A Cuba, durante i mondiali del 2003, l’illuminazione era cosi` terribile nelle sale dove si tiravano le preliminarie che la FIE premise ai fotografi di scattare usando il flash. Ma usare il flash (che tra l’altro comunque raramente produce delle belle immagini) non è un’opzione per le gare di scherma – è semplicemente proibito e può distrarre o accecare momentaneamente i tiratori. Peggio ancora, un maestro arrabbiato potrebbe ritenere il fotografo responsabile per la perdita di una stoccata dalla parte di un tiratore!
Nota: Se l’apparecchio fotografico ha un “pop-up” automatico, deve essere disattivato quando si scattano foto di scherma.
Per ovviare alla scarsa illuminazione bisogna usare il più alto ISO setting dell’apparecchio per scattare foto ad una velocità necessaria per riprendere immagini d’azione. Poi bisogna usare l’apertura più larga (F/stop) ed il tempo piu` basso senza che l’immagine risulti troppo scura.
E` meglio pure regolare a mano la white bilance (che produce i “bianchi bianchi” e colori aggiustati sulla base dell’illuminazione alla quale si scattano le foto). Una “white balance” automatica può rallentare la ripresa quando la macchina cerca di ottimizzare la velocità. La miglior cosa è di regolare la white bilance per luci fluoroscenti o una semplice lampadina (tungsteno), predere delle foto test, verificare ed aggiustare secondo la necessita`.
3. Il Luogo. Come si fa a scattare delle foto dove tutto quello che si vede sono schermidori su uno sfondo scuro? Questo è il luogo dove bisogna scattare le foto. Ho sviluppato la mia tecnica originariamente scattando foto ad alto contrasto e molto drammatiche al “Duello nel Deserto” a Las Vegas dove gli organizzatori espressamente abbassano le luci sugli spettatori e puntano i riflettori sui tiratori. Questo è pure spesso il caso delle finali ai campionati mondiali.
Ma la maggior parte delle sale di scherma e dei campiomati nazionali non illuminano così nemmeno la pedana delle finali. A volte magari si ha la fortuna di avere una pedana per le finali con sfondo scuro, ma questo non risolve il problema delle altre pedane usate nella gara. Nella maggior parte dei casi uno e` costretto a scattare su pedane mal illuminate senza uno sfondo attraente. In questi casi, ripiego su foto “tight” con poca profondità di campo, il che significa che lo sfondo è “mosso” ed il fuoco dell’immagine è concentrato su un’area limitata dei tiratori e null’altro. Così lo sfondo distrae meno e non è poi così brutto. Per questo bisogna regolare manualmente l’apparecchio (se si può) al massimo dell’apertura permessa e scattare usando un tempo più veloce.
4. Composizione! Bisogna avere già un’idea del soggetto e la composizione per produrre una foto che sia interessante e degna di nota. Scattare foto della “scena” non basta; ogni immagine deve avere uno scopo, una ragione d’essere.
Ci sono svariate teorie da considerare per quanto riguarda la composizione come ad esempio la “regola dei terzi”. Foto “tight” hanno una composizione più ovvia dato che la gran parte del soggetto occupa l’immagine. Cercare di catturare troppo di una scena generica può produrre un senso di “disordine” senza aver la possibilità di discernere né il soggetto né lo scopo della foto stessa.
Buoni soggetti possono essere un tiratore che si concentra, lame incrociate in un’azione, oppure un affondo spinto. E` bene continuare a far pratica lavorare su azioni specifiche sino a quando il risultato è quello desiderato. Il segreto della fotografia sportiva di successo consiste nel praticare di nuovo e di nuovo la stessa foto - ed essere capaci di replicare la stessa tecnica.
Non è importare riprendere i tiratori al completo nell’istantanea. Mirare invece ai “close-ups” così anche se le gambe di qualcuno sono tagliate via va bene lo stesso. In luoghi dove c’è gran attività è importante comporre sulla base delle azioni schermistiche e sugli individui, non su intere scene.
5. Equipaggiamento, Piccolo & Grande. L’attrezzatura fotografica a disposizione è determinante per catturare delle buone immagini di scherma. Uso una Canon 1D Mark IIn con lenti “fast/rapide” (grande apertura), lo standard della maggioranza dei fotografi sportivi. Posso scattare 8.5 immagini al secondo, fino a 40 istantanee in una volta, senza avere shutter lag a più di otto megapixels. Conseguentemente non c’è uno shutter lag percettibile e l’apertura è sufficientemente larga da lasciar entrare molta luce qualunque sia la lunghezza della lente zoom. Inoltre ISO raggiunge il valore di 3200 ed il sensore dell’immagine nell’apparecchio fotografico e di una qualità veramente eccellente.
Ma se uno non vuol trascinarsi dietro tutto questo equipaggiamente o pagare $12.000 per macchina fotografica e lenti, che fare allora?
Le regolazioni (settings) dell’apparecchio fotografico sono la cosa più importante per ottenere il massimo dall’equipaggiamento fotografico a disposizione, indipendentemente dal costo. Per qualunque macchina fotografica - da quelle che puntano e scattano a semiprofessionali SLRs come la Nikon D-100 o Canon Rebel - il trucco sta nel regolare il maggior numero di parametri possibili a mano.
Le foto saranno sempre migliori se è una persona che pensa invece dell’apparecchio! Se la macchina fotografica e` programmata automaticamente per shutter speed, apertura, “white balance” e ISO, la macchina deve “pensare” prima di prendere una foto - rallentando in modo notevole le operazioni necessarie per prendere una foto.
Per la maggior parte dei luoghi dove si svolgono tornei è bene iniziare fissando l’ISO al più alto livello possible. Certe macchine non possono andare più in alto di 400 o 800. Se l’apparecchio può andare più in alto, non sorpassare ISO 1600 per evitare foto “noisy” (dove si vede la granulosità). Questo ottimizza la sensitività alla luce permettendo di scattare foto più rapide. Non usare la posizione prestabilita di “sports.”
Il prossimo passo è quello di stabilire la “white balance” (vedi #2) così da ottenere i migliori colori e le migliori tonalità di bianco per l’illuminazione presente. Usare invece la “white balance” automatica solamente in caso di illuminazione mista come nel caso di luce solare ed illuminazione elettrica.
Regolare la macchina o su “M” (per manuale) o su “A” per priorità apertura. Scegliere l’apertura più grande disponibile. Più grande l’apertura, più piccolo il numero (F/2.8 è larga, F/16 e` piccola). Questo consente a più luce d’entrare così si può scattare con un tempo più basso, ma tenere presente che più grande l’apertura, più ristretta la profondità di campo, cioè solo quanto a fuoco sarà nitido. Non l’intera “scena.”
Anche con la migliore illuminazione, prendere foto di schermitori che si muovono, in questo modo non sarà facile mantenerli in fuoco ed è necessario far pratica per ottenere delle immagini nitide. Messe a fuoco automatiche sono raramente rapide in macchine fotografiche per cui uno deve far pratica di mettere a fuoco manualmente o di scegliere una posizione che consenta di rimanere a fuoco.
Scattare foto al tempo più basso possible, ma che consenta ottenere un’immagine ben illuminata. Provare diversi tempi e vedere i risultati prima di dover prendere le foto che sono veramente importanti. Se si scatta con regolazioni totalmete manuali, tanto meglio.
Se la luce cambia, val la pena scattare in modo semiautomatico usando la priorità d’apertura in posizione molto aperta; la macchina non sarà veloce ma si adatterà ai diversi tipi e livelli d’illuminazione.
L’esposizione cambia a seconda di quanto è “tight” la foto presa. Un primo piano del viso di uno schermitore sarà una foto più scura e richiederà un tempo più lungo della foto d’azione di schermitori vestiti di bianco che riflettono molta luce. Quando fotografo uno schermitore che si è tolta la maschera e grida per aver vinto una medaglia d’oro devo cambiare la regolazione della macchina per riprendere il suo viso, non la sua divisa.
6. Tiratore, Conosci Te Stesso. Il fatto che anch’io tiro di scherma fa una gran differenza nella mia abilità di anticipare e vedere l’azione. Come spadista, ed a volte fiorettista, ci ho messo un sacco di tempo per capire come scattare foto di sciabolatori. Ho studiato e praticato per capire cosa costituisce una bell’azione e quando e come succede qualcosa. Capire lo sport è una delle cose essenziali per esser capaci di catturare le migliori immagini.
Se il fotografo non tira di scherma, deve imparare cosa succede quando e cosa i tiratori considerino “cool” e cosa invece secondo loro non lo è. Per esempio la maggior parte delle foto di schermitori a distanza, in posizione di guardia non sono molto interessanti.
Imparare ad anticipare l’azione è essenziale per prendere belle foto con qualunque macchina fotografica, anche se é ultraveloce. Scattare solamente quando i tiratori si ingaggiano nell’azione, la probabilità è che non si prenderanno gran foto perché l’azione si concluderà troppo rapidamente (beh, OK, forse nella spada…). Bisogna iniziare a scattare prima del contatto e vedere le cose come le vedono i tiratori - il movimento leggero di un piede, una finta che si sa portera` ad un attacco - e anche così ci saranno molte foto in cui l’azione o la stoccata perfetta sfuggiranno.
Anticipazione e preparare la macchina manualmente sono I migliori modi per evitare il “shutter lag,” quella tendenza nelle macchine digitali di riprendere delle foto parecchie frazioni di secondo dopo di quando desiderato. Se uno conosce bene la sua macchina fotografica ed ha ottimizzato al meglio le regolazioni, a quel punto uno deve affilare il suo senso del tempo. Premere sul pulsante quando si pensa per una frazione di secondo che un attacco sia imminente - non aspettare fino a quando i tiratori si lanciano in azione. Si sprecheranno foto così? Assolutamente sì. Si otterranno così anche delle foto memorabili? Sì!
Procurarsi una grande e veloce flash card che possa contenere molte immagini, e far tanta pratica!
Un beneficio ulteriore: Per chi fosse anche uno schermitore, imparare questo metodo aiuterà a conoscere l’avversario meglio per quando “il fotografo” salirà in pedana e come schermitore sarà in grado di vedere un attacco prima che sia lanciato …
7. Prepararsi per gli Scatti. Prendere una foto di un tiratore concentrato prima di un assalto? O invece cercare di prendere una bella foto d’azione? Oppure riprendere un tiratore che lancia un urlo? Ognuna di queste richiedono diversi posizionamenti, regolazioni della macchina ed anticipazione.
Bisogna pensare a come si vuol raccontare una certa storia dall’inizio dell’assalto alla sua conclusione - che si tratti di un campione mondiale o del proprio figlio decenne alla sua prima grande gara giovanile. Questo significa conoscer bene la propria macchina fotografica, esser capaci di cambiare le regolazioni della stessa al volo mentre si capisce e si sa metter a fuoco quello che si vuol ritrarre - non perdersi nei vari controlli della macchina o guardare l’ultima foto presa nello schermo digitale e perdersi nel frattempo quello che si sta svolgendo!
I tiratori appaiono spersonalizzati con le maschere e le divise ed è quindi importante umanizzare lo sport con facce ed emozioni. Questo, combinato con azioni interessanti e foto ben composte crea una storia visuale che ha un inizio, un picco ed una fine. Ma per ogni immagine bisogna preparare la macchina fotografica per consentirle di catturare ogni istantanea in modo ottimale. Fidarsi solamente delle funzioni automatiche, anche se qualche volta potrà esser efficace, non produrrà buoni risultati in maniera consistente. E` qui che il fotografo deve afferrare le redini e controllare l’azione - proprio come il tiratore deve fare a sua volta per vincere.
Sono stato fortunato nella scherma di vedere alcune grandi azioni ed ho lavorato duro per esser preparato a coglierle come nel caso di Jonathan Tiomkin ad Atene mentre saltava piu` in alto di quello che s’era mai visto prima da parte di uno schermitore. Ma per ogni foto del tipo “Jumping Jonathan” ci sono ore ed ore passate seduto sul pavimento di cemento scattando, scaricando, selezionando e facendo l’edit di immagini.
Non ho discusso qui lo stadio del “post-pixel” nella fotografia digitale, cioè le miriadi di dettagli su cosa fare con una foto una volta che è messa nel computer per manipolarla con Photoshop o altro software. Questa è un’altra parte ugualmente importante del processo fotografico dalla A alla Z.
Ma è sempre meglio partire da una foto che sia ben composta, ben illuminata. Questo rende il tempo passato nella camera oscura digitale più facile, più veloce, e più divertente. Non parto mai dall’ipotesi che posso “correggere” le immagini più tardi in Photoshop. Invece faccio semptre un test del luogo dove si svolgerà la gara prima di iniziare a scattare foto di grandi ed importanti azioni - e questo è qualcosa che tutti possono fare dovunque. Conoscere le limitazioni e le capacità dell’apparecchio fotografico e del fotografo sono essenziali per prendere foto desiderate che poi saranno pure immagini memorabili.
Infine divertirsi mentre si scattano foto. Questa attività avvicina il fotografo allo sport, agli atleti e magari anche alla propria famiglia. Personalmente scambierei senza esitazione la mia esperienza di fotografo alle olimpiadi con il tempo passato con - e le foto che ho preso - di mio figlio ai campionati nazionali.
La traduzione dall’originale è di Giorgio Bassa tratta da Schermaonline |